
01 Gen Escursione a Cima Portule e Bocchetta Portule da Malga Larici di sotto
La luna è alta nel cielo e illumina tutto con la sua pallida luce. Il cielo è blu, ma le stelle son sparite perché il protagonista della locandina di “Torneranno i prati”, il film di Ermanno Olmi, è proprio il Portule. Cima Portule non è solo una delle vette più famose e più alte dell’Altopiano dei Sette Comuni (con i suoi 2.308 m si posiziona al terzo posto dopo Cima XII e il Monte Trentin), ma anche una delle più belle.
L’escursione a Cima Portule e Bocchetta Portule da Malga Larici di Sotto è proprio una delle mie preferite, ma occorre un po’ di allenamento per affrontarla in serenità. Si tratta infatti di un’escursione ad anello di media difficoltà: è lunga 14 km e vi troverete ad affrontare un dislivello di circa 700 m. Ogni sforzo sarà ripagato: potrete godere di una vista incantevole sulla Valsugana e sulle montagne più importanti dell’Altopiano dei Sette Comuni. Passegerete in mezzo a cespugli profumati di pino mugo e camminerete sui passi della storia lungo i sentieri della Grande Guerra.
Itinerario ad anello da Malga Larici di Sotto a Cima Portule e Bocchetta Portule
Per intraprendere questa bellissima escursione dovete lasciare l’automobile lungo la strada nei pressi del bivio per Malga Larici. Proprio qui trovate un bel cartello giallo a forma di mucca che vi indicherà la strada per la malga.
Si prosegue a piedi seguendo le indicazioni per Malga Larici di Sotto che si raggiunge dopo circa 300 metri di camminata su strada sterrata. Lasciata la malga sulla destra, si prosegue lungo la strada bianca fino ad addentrarsi in un bosco di abeti e larici. Dopo circa mezz’ora di cammino troverete, a sinistra, un’indicazione per salire direttamente a Cima Portule. Questo sentiero si inerpica infatti fino alla cima della montagna. Il mio consiglio è di affrontare questa parte, che è la più impegnativa, all’andata. In questo modo poi potrete discendere passando per Bocchetta Portule, completando così il giro ad anello.
Dopo una faticosa salita lungo un sentiero stretto e ripido, arriverete a Porta Renzola. Lungo il versante si possono notare ancora i segni dell’incendio del 2015. Proseguite quindi per il Monte Kempel sempre lungo il sentiero CAI 826. Fate particolare attenzione all’ultimo tratto, quello che vi condurrà fino alla croce di vetta, perché a tratti è leggermente esposto. Una volta arrivati a Cima Portule, riposatevi e godetevi il panorama a 360° sulle montagne venete e trentine.
Per tornare al punto di partenza, seguite le indicazioni per Bocchetta Portule che raggiungerete percorrendo un facile sentiero sul crinale e svoltando infine a destra. Qui il sentiero si immerge in un fitto “bosco” di cespugli di pino mugo. A Bocchetta Portule non dimenticate di visitare la caverna, costruita dapprima per posizionare i cannoni italiani e poi, una volta conquistata dagli austriaci, adibita a punto di raccolta per le vasche di contenimento delle acque provenienti dalla Val d’Assa.
Salutate Bocchetta Portule e proseguite sulla via del ritorno lungo la strada bianca che vi condurrà nuovamente a Malga Larici di sotto. Si tratta della Erzherzog Eugen Strasse, costruita nel 1917 dagli austriaci.
Per fare l’escursione completa da Malga Larici di Sotto a Cima Portule e Bocchetta Portule impiegherete circa 5 ore. Ricordatevi pertanto di intraprendere questo itinerario solo con condizioni meterologiche favorevoli.
Fotografie © Anna Roscini | Riproduzione vietata
Carla
Posted at 15:19h, 20 AprileBellissima escursione anche questa, una delle mie preferite sull’altopiano dei Sette Comuni!
Anna Roscini
Posted at 16:23h, 20 AprileSai che rientra anche tra le mie preferite? Amo tanto Cima Portule, è davvero speciale. 😍
Eleonora
Posted at 19:09h, 22 SettembreBellissima escursione, ma credo sia più fattibile farla al contrario, la salita tra i resti del bosco bruciato è davvero tosta, quasi 700 mt di dislivello in un colpo solo. Facendola in discesa é stato meno difficoltoso.
Anna Roscini
Posted at 12:10h, 10 OttobreCiao Eleonora, io l’ho apprezzata in tutti e due i sensi. Posso solo dire che chi ha problemi alle ginocchia forse è meglio che la faccia in salita! 🙂